La Bibbia

 

The Epistle of Paul to the Romans

 

Capitolo 11

 

 

1.

 

Dico la verità in Cristo, non mentisco, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo:

    
 
 

2.

 

ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.

    
 
 

3.

 

Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.

    
 
 

4.

 

Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse,

    
 
 

5.

 

i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

    
 
 

6.

 

Tuttavia la parola di Dio non è venuta meno. Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele,

    
 
 

7.

 

né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli. No, ma: in Isacco ti sarà data una discendenza,

    
 
 

8.

 

cioè: non sono considerati figli di Dio i figli della carne, ma come discendenza sono considerati solo i figli della promessa.

    
 
 

9.

 

Queste infatti sono le parole della promessa: Io verrò in questo tempo e Sara avrà un figlio.

    
 
 

10.

 

E non è tutto; c'è anche Rebecca che ebbe figli da un solo uomo, Isacco nostro padre:

    
 
 

11.

 

quando essi ancora non eran nati e nulla avevano fatto di bene o di male - perché rimanesse fermo il disegno divino fondato sull'elezione non in base alle opere, ma alla volontà di colui che chiama -

    
 
 

12.

 

le fu dichiarato: Il maggiore sarà sottomesso al minore,

    
 
 

13.

 

come sta scritto: e ho odiato Esaù.

    
 
 

14.

 

Che diremo dunque? C'è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente!

    
 
 

15.

 

Egli infatti dice a Mosè: e avrò pietà di chi vorrò averla.

    
 
 

16.

 

Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell'uomo, ma da Dio che usa misericordia.

    
 
 

17.

 

Dice infatti la Scrittura al faraone: Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra.

    
 
 

18.

 

Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole

    
 
 

19.

 

Mi potrai però dire: «Ma allora perché ancora rimprovera? Chi può infatti resistere al suo volere?».

    
 
 

20.

 

O uomo, tu chi sei per disputare con Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò: «Perché mi hai fatto così?».

    
 
 

21.

 

Forse il vasaio non è padrone dell'argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?

    
 
 

22.

 

Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, gia pronti per la perdizione,

    
 
 

23.

 

e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso vasi di misericordia, da lui predisposti alla gloria,

    
 
 

24.

 

cioè verso di noi, che egli ha chiamati non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani, che potremmo dire?

    
 
 

25.

 

Esattamente come dice Osea: e mia diletta quella che non era la diletta.

    
 
 

26.

 

E avverrà che nel luogo stesso dove fu detto loro: «Voi non siete mio popolo», là saranno chiamati figli del Dio vivente.

    
 
 

27.

 

E quanto a Israele, Isaia esclama: fosse come la sabbia del mare, sarà salvato solo il resto;

    
 
 

28.

 

perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sopra la terra.

    
 
 

29.

 

E ancora secondo ciò che predisse Isaia: non ci avesse lasciato una discendenza, saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

    
 
 

30.

 

Che diremo dunque? Che i pagani, che non ricercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia: la giustizia però che deriva dalla fede;

    
 
 

31.

 

mentre Israele, che ricercava una legge che gli desse la giustizia, non è giunto alla pratica della legge.

    
 
 

32.

 

E perché mai? Perché non la ricercava dalla fede, ma come se derivasse dalle opere. Hanno urtato così contro la pietra d'inciampo,

    
 
 

33.

 

come sta scritto: e un sasso d'inciampo; ma chi crede in lui non sarà deluso.

    
 
 

Romans 12

 

 

 

 

 
 
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