The Second Book of the Maccabees

 

Capitolo 9

 

 

1.

 

Intanto Giuda Maccabeo e i suoi compagni, passando di nascosto nei villaggi, invitavano i parenti, raccogliendo in pių coloro che erano rimasti fedeli al giudaismo; cosė misero insieme circa seimila uomini.

    
 
 

2.

 

Alzarono allora suppliche al Signore, perché riguardasse il popolo da tutti calpestato, avesse pietā del tempio profanato da uomini empi,

    
 
 

3.

 

usasse misericordia alla cittā devastata e prossima ad essere rasa al suolo, porgesse orecchio al sangue che gridava al suo cospetto,

    
 
 

4.

 

non dimenticasse l'iniquo sterminio di fanciulli innocenti e le bestemmie pronunciate contro il suo nome e mostrasse sdegno contro la malvagitā.

    
 
 

5.

 

Il Maccabeo, postosi a capo del gruppo, divenne ormai invincibile ai pagani, mentre l'ira del Signore si volgeva in misericordia.

    
 
 

6.

 

Piombando inaspettatamente su cittā e villaggi, li incendiava e, impadronendosi delle posizioni pių opportune, metteva in fuga non pochi dei nemici,

    
 
 

7.

 

scegliendo di preferenza la notte come tempo favorevole a queste incursioni. La fama del suo valore risuonava dovunque.

    
 
 

8.

 

Filippo, osservando che quest'uomo a poco a poco otteneva vantaggio e progrediva continuamente nei successi, scrisse a Tolomeo, stratega della Celesiria e della Fenicia, perché intervenisse a favore degli interessi del re.

    
 
 

9.

 

Quegli incaricō Nicānore, figlio di Pātroclo, uno dei primi amici del re, e lo inviō, mettendo ai suoi ordini gente d'ogni nazione in numero non inferiore a ventimila, per sterminare totalmente la stirpe dei Giudei. Gli associō anche Gorgia, un generale di professione ed esperto nelle azioni belliche.

    
 
 

10.

 

Nicānore stabilė di pagare il tributo che il re doveva ai Romani, che era di duemila talenti, con la vendita degli schiavi giudei.

    
 
 

11.

 

Anzi spedė senz'altro un avviso alle cittā della costa, invitandole all'acquisto di schiavi giudei e promettendo di barattare novanta prigionieri per un talento; non immaginava che la vendetta dell'Onnipotente stava per piombare su di lui.

    
 
 

12.

 

Giuda fu informato della spedizione di Nicānore e annunciō ai suoi uomini la presenza dell'esercito.

    
 
 

13.

 

Allora i paurosi e i diffidenti della giustizia di Dio fuggirono, portandosi lontano dalla zona.

    
 
 

14.

 

Altri vendevano tutte le cose che erano loro rimaste e insieme pregavano il Signore di salvare coloro che l'empio Nicānore aveva venduti prima ancora dello scontro;

    
 
 

15.

 

questo, se non per loro merito, almeno per l'alleanza con i loro padri e per riguardo al suo glorioso nome invocato sopra di loro.

    
 
 

16.

 

Il Maccabeo poi, radunando i suoi uomini in numero di seimila, li esortava a non scoraggiarsi davanti ai nemici, né a lasciarsi prendere da timore di fronte alla moltitudine dei pagani venuti ingiustamente contro di loro, ma a combattere da forti,

    
 
 

17.

 

tenendo davanti agli occhi le violenze da essi empiamente perpetrate contro il luogo santo e lo strazio della cittā messa a ludibrio e ancora la soppressione dell'ordinamento politico degli antenati.

    
 
 

18.

 

ĢCostoro - disse - confidano nelle armi e insieme nel loro ardire; noi confidiamo nel Dio onnipotente, capace di abbattere quanti vengono contro di lui e il mondo intero con un sol cennoģ.

    
 
 

19.

 

Ricordō loro distintamente gli interventi divini al tempo degli antenati, quello avvenuto contro Sennācherib, quando morirono centottantacinquemila uomini,

    
 
 

20.

 

e quello successo in Babilonia nella battaglia contro i Gālati, quando vennero nella necessitā di battersi, essendo in tutto ottomila insieme con quattromila Macedoni, e mentre i Macedoni soccombevano, gli ottomila sterminarono centoventimila uomini con l'aiuto venuto loro dal Cielo e trassero un grande vantaggio.

    
 
 

21.

 

Con queste parole li rese coraggiosi e pronti a morire per le leggi e per la patria; poi divise in qualche modo l'esercito in quattro parti;

    
 
 

22.

 

mise al comando di ogni schieramento i suoi fratelli Simone, Giuseppe e Giōnata, affidando a ciascuno millecinquecento uomini;

    
 
 

23.

 

fece inoltre leggere da Eleāzaro il libro sacro e, data la parola d'ordine ĢAiuto di Dioģ, postosi a capo del primo reparto, attaccō Nicānore.

    
 
 

24.

 

L'Onnipotente si fece in realtā loro alleato ed essi uccisero pių di novemila nemici, ferirono e mutilarono nelle membra la maggior parte dell'esercito di Nicānore e costrinsero tutti a fuggire.

    
 
 

25.

 

S'impadronirono anche del denaro dei mercanti convenuti per acquistarli; inseguirono poi i nemici per un pezzo, ma tornarono indietro impediti dall'ora tarda.

    
 
 

26.

 

Era la vigilia del sabato e per questa ragione non protrassero l'inseguimento.

    
 
 

27.

 

Raccolte le armi dei nemici e tolte loro le spoglie, passarono il sabato benedicendo incessantemente e ringraziando il Signore che li aveva fatti giungere salvi fino a quel giorno, fissandolo per loro come inizio della sua misericordia.

    
 
 

28.

 

Dopo il sabato distribuirono parte delle spoglie ai sinistrati, alle vedove, agli orfani; il resto se lo divisero loro e i loro figli.

    
 
 

29.

 

Compiute queste cose, alzarono insieme preghiere al Signore misericordioso, scongiurandolo di riconciliarsi pienamente con i suoi servi.

    
 
 

30.

 

Combatterono anche con gli uomini di Timōteo e di Bācchide, uccidendone pių di ventimila, e divennero padroni di alte fortezze e distribuirono le molte spoglie, facendo parti uguali per sé, per i sinistrati, per gli orfani, per le vedove e anche per i vecchi.

    
 
 

31.

 

Raccolte le armi dei nemici, con molta cura riposero il tutto in luoghi opportuni; il resto del bottino lo portarono a Gerusalemme.

    
 
 

32.

 

Uccisero anche l'ufficiale preposto alle guardie di Timōteo, uomo scelleratissimo, che aveva fatto soffrire molto i Giudei.

    
 
 

33.

 

Mentre si celebrava la vittoria in patria, bruciarono coloro che avevano incendiato le sacre porte, compreso Callėstene, che si era rifugiato in una casupola; ricevette cosė una degna mercede della sua empietā.

    
 
 

34.

 

Il tristissimo Nicānore, colui che aveva convocato mille mercanti per la vendita dei Giudei,

    
 
 

35.

 

umiliato, con l'aiuto di Dio, da coloro che erano da lui ritenuti insignificanti, deposta la splendida veste, fuggiasco come uno schiavo attraverso la campagna e ormai privo di tutto, arrivō ad Antiochia, gia troppo fortunato di essere sopravvissuto alla rovina dell'esercito.

    
 
 

36.

 

Cosė chi si riprometteva di assicurare il tributo per i Romani con la vendita dei prigionieri in Gerusalemme, confessava ora che i Giudei avevano un difensore, che i Giudei erano per questa ragione invincibili, perché obbedivano alle leggi stabilite da lui.

    
 
 

2nd Maccabees 10

 

 

 

 

 
 
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