The First Book of the Maccabees

 

Capitolo 4

 

 

1.

 

Al suo posto sorse il figlio di lui Giuda, chiamato Maccabeo;

    
 
 

2.

 

lo aiutavano tutti i fratelli e quanti si erano legati al padre e conducevano la battaglia d'Israele con entusiasmo.

    
 
 

3.

 

Egli accrebbe la gloria del suo popolo, rivestì la corazza come gigante, cinse l'armatura di guerra e impegnò battaglia difendendo il campo con la spada.

    
 
 

4.

 

Nelle sue gesta fu simile a leone, come leoncello ruggente sulla preda.

    
 
 

5.

 

Inseguì gli empi braccandoli; i perturbatori del popolo distrusse con il fuoco.

    
 
 

6.

 

Gli empi sbigottirono per paura di lui e tutti i malfattori furono confusi e si avviò la salvezza per mano di lui.

    
 
 

7.

 

Inflisse amarezze a molti re, rallegrò con le sue gesta Giacobbe; sempre la sua memoria sarà benedetta.

    
 
 

8.

 

Egli passò per le città di Giuda e vi disperse gli empi e distolse l'ira da Israele.

    
 
 

9.

 

Divenne celebre fino all'estremità della terra perché radunò coloro che erano sperduti.

    
 
 

10.

 

Apollonio radunò dei pagani e un forte esercito dalla Samaria per combattere Israele.

    
 
 

11.

 

Giuda lo seppe e avanzò contro di lui, lo sconfisse e lo uccise; molti caddero colpiti a morte e i superstiti fuggirono.

    
 
 

12.

 

Così si impadronirono delle loro spoglie e Giuda si riservò la spada di Apollonio e l'adoperò in guerra per tutto il tempo della sua vita.

    
 
 

13.

 

Quando Seron, comandante delle forze di Siria, seppe che Giuda aveva radunato un contingente e c'era con lui uno stuolo di fedeli e uomini preparati alla guerra,

    
 
 

14.

 

disse: «Mi farò un nome e mi coprirò di gloria nel regno combattendo Giuda e i suoi uomini che hanno disprezzato gli ordini del re».

    
 
 

15.

 

Fece i preparativi e si unì a lui un forte gruppo di empi per aiutarlo a vendicarsi degli Israeliti.

    
 
 

16.

 

Si spinse fino alla salita di Bet-Coròn e Giuda gli andò incontro con piccola schiera.

    
 
 

17.

 

Ma come videro lo schieramento avanzare contro di loro, dissero a Giuda: «Come faremo noi così pochi ad attaccar battaglia contro una moltitudine così forte? Oltre tutto, siamo rimasti oggi senza mangiare».

    
 
 

18.

 

Giuda rispose: «Non è impossibile che molti cadano in mano a pochi e non c'è differenza per il Cielo tra il salvare per mezzo di molti e il salvare per mezzo di pochi;

    
 
 

19.

 

perché la vittoria in guerra non dipende dalla moltitudine delle forze, ma è dal Cielo che viene l'aiuto.

    
 
 

20.

 

Costoro vengono contro di noi pieni d'insolenza e di empietà per eliminare noi, le nostre mogli e i nostri figli e saccheggiarci;

    
 
 

21.

 

noi combattiamo per la nostra vita e le nostre leggi.

    
 
 

22.

 

Sarà lui a stritolarli davanti a noi. Voi dunque non temeteli».

    
 
 

23.

 

Quando ebbe finito di parlare, piombò su di loro all'improvviso e Seron con il suo schieramento fu sgominato davanti a lui;

    
 
 

24.

 

lo inseguirono nella discesa di Bet-Coròn fino alla pianura. Di essi caddero circa ottocento uomini, gli altri fuggirono nella regione dei Filistei.

    
 
 

25.

 

Così cominciò a diffondersi il timore di Giuda e dei suoi fratelli e le genti intorno furon prese da terrore.

    
 
 

26.

 

La fama di lui giunse fino al re e delle sue imprese militari parlavano le genti.

    
 
 

27.

 

Quando il re Antioco seppe queste cose, si adirò furiosamente e diede ordine di radunare tutte le forze militari del suo regno: un esercito grande e potente.

    
 
 

28.

 

Aprì l'erario e diede alle truppe il soldo per un anno, ordinando loro di star pronti per ogni evenienza.

    
 
 

29.

 

Ma si accorse che non bastavano le riserve del suo tesoro e che le entrate del paese erano poche a causa delle rivolte e delle rovine che aveva provocato nella regione per estirpare le tradizioni che erano in vigore dai tempi antichi;

    
 
 

30.

 

temette di non poter disporre, come altre volte in passato, delle risorse per le spese e i doni, che faceva con mano prodiga, superando i re precedenti.

    
 
 

31.

 

Allora si sentì grandemente angustiato e prese la decisione di invadere la Persia, per riscuotere i tributi di quelle province e ammassare molto denaro.

    
 
 

32.

 

Lasciò Lisia, uomo illustre e di stirpe regia, alla direzione degli affari del re dall'Eufrate fino ai confini dell'Egitto

    
 
 

33.

 

e con l'incarico di curare l'educazione del figlio Antioco fino al suo ritorno.

    
 
 

34.

 

A lui affidò metà dell'esercito e gli elefanti e gli diede istruzioni per tutte le cose che voleva fossero eseguite; riguardo agli abitanti della Giudea e di Gerusalemme,

    
 
 

35.

 

gli ordinò di mandare contro di loro milizie per distruggere ed eliminare le forze d'Israele e quanto restava in Gerusalemme e cancellare il loro ricordo dalla regione;

    
 
 

36.

 

di trasferire degli stranieri su tutti i loro monti e di distribuire le loro terre.

    
 
 

37.

 

Il re poi prese l'altra metà dell'esercito e partì da Antiochia, la capitale del suo regno, nell'anno centoquarantasette; passò l'Eufrate e percorse le regioni settentrionali.

    
 
 

38.

 

Allora Lisia scelse Tolomeo, figlio di Dorìmene, Nicànore e Gorgia, uomini potenti tra gli amici del re

    
 
 

39.

 

e spedì ai loro ordini quarantamila uomini e settemila cavalli nel paese di Giuda per devastarlo secondo il comando del re.

    
 
 

40.

 

Questi partirono con tutte le truppe e andarono ad accamparsi vicino ad Emmaus nella pianura.

    
 
 

41.

 

I mercanti della regione ne ebbero notizia e si rifornirono molto di oro e di argento e di catene e vennero presso l'accampamento per acquistare come schiavi gli Israeliti. A quelle truppe si aggiunsero forze della Siria e di paesi stranieri.

    
 
 

42.

 

Giuda e i suoi fratelli videro che i mali si erano aggravati e che l'esercito era accampato nel loro territorio e vennero a conoscenza che il re aveva ordinato di attuare la distruzione totale del loro popolo.

    
 
 

43.

 

Allora si dissero l'un l'altro: «Facciamo risorgere il popolo dalla sua rovina e combattiamo per il nostro popolo e per i nostri luoghi santi».

    
 
 

44.

 

Si radunò l'assemblea per prepararsi alla battaglia e per pregare e chiedere pietà e misericordia.

    
 
 

45.

 

Gerusalemme era disabitata come un deserto, nessuno dei suoi figli vi entrava o ne usciva, il santuario era calpestato, gli stranieri erano nella fortezza dell'Acra, soggiorno dei pagani. La gioia era sparita da Giacobbe, erano scomparsi il flauto e la cetra.

    
 
 

46.

 

Si radunarono dunque e vennero in Masfa di fronte a Gerusalemme, perché nei tempi antichi Masfa era stato luogo di preghiera in Israele.

    
 
 

47.

 

In quel giorno digiunarono e si vestirono di sacco, si sparsero la cenere sul capo e si stracciarono le vesti.

    
 
 

48.

 

Aprirono il libro della legge per scoprirvi quanto i pagani cercavano di sapere dagli idoli dei loro dei.

    
 
 

49.

 

Portarono le vesti sacerdotali, le primizie e le decime e fecero venire avanti i Nazirei, che avevano compiuto i giorni del loro voto,

    
 
 

50.

 

e alzarono la voce al cielo gridando: «Che faremo di costoro e dove li condurremo,

    
 
 

51.

 

mentre il tuo santuario è conculcato e profanato e i tuoi sacerdoti sono in lutto e desolazione?

    
 
 

52.

 

Ecco i pagani si sono alleati contro di noi per distruggerci; tu sai quello che vanno macchinando contro di noi.

    
 
 

53.

 

Come potremo resistere di fronte a loro, se tu non ci aiuterai?».

    
 
 

54.

 

Diedero fiato alle trombe e gridarono a gran voce.

    
 
 

55.

 

Dopo questo, Giuda stabilì i condottieri del popolo, i comandanti di mille, di cento, di cinquanta e di dieci uomini.

    
 
 

56.

 

Disse a coloro che costruivano case o che stavano per prendere moglie, a quelli che piantavano la vigna o che erano paurosi, di tornare a casa loro, secondo la legge.

    
 
 

57.

 

Poi levò il campo e si disposero a mezzogiorno di Emmaus.

    
 
 

58.

 

Giuda ordinò: «Cingetevi e siate forti e state preparati per l'alba di domani a dar battaglia a questi stranieri che si sono alleati per distruggere noi e il nostro santuario.

    
 
 

59.

 

Del resto è meglio per noi morire in battaglia che vedere poi la rovina della nostra gente e del santuario.

    
 
 

60.

 

Il Cielo farà succedere gli avvenimenti secondo quanto è stabilito lassù».

    
 
 

1st Maccabees 5

 

 

 

 

 
 
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