La Bibbia

 

The Epistle of Paul to the Romans

 

Capitolo 4

 

 

1.

 

Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.

    
 
 

2.

 

Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.

    
 
 

3.

 

Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio?

    
 
 

4.

 

O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?

    
 
 

5.

 

Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,

    
 
 

6.

 

il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:

    
 
 

7.

 

la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità;

    
 
 

8.

 

sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.

    
 
 

9.

 

Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco;

    
 
 

10.

 

gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco,

    
 
 

11.

 

perché presso Dio non c'è parzialità.

    
 
 

12.

 

Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge.

    
 
 

13.

 

Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

    
 
 

14.

 

Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi;

    
 
 

15.

 

essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.

    
 
 

16.

 

Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

    
 
 

17.

 

Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,

    
 
 

18.

 

del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,

    
 
 

19.

 

e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

    
 
 

20.

 

educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità...

    
 
 

21.

 

ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi?

    
 
 

22.

 

Tu che proibisci l'adulterio, sei adultero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi?

    
 
 

23.

 

Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge?

    
 
 

24.

 

Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto.

    
 
 

25.

 

La circoncisione è utile, sì, se osservi la legge; ma se trasgredisci la legge, con la tua circoncisione sei come uno non circonciso.

    
 
 

26.

 

Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della legge, la sua non circoncisione non gli verrà forse contata come circoncisione?

    
 
 

27.

 

E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della legge e la circoncisione, sei un trasgressore della legge.

    
 
 

28.

 

Infatti, Giudeo non è chi appare tale all'esterno, e la circoncisione non è quella visibile nella carne;

    
 
 

29.

 

ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito e non nella lettera; la sua gloria non viene dagli uomini ma da Dio.

    
 
 

Romans 5

 

 

 

 

 
 
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