La Bibbia

 

The Acts of the Apostles

 

Capitolo 28

 

 

1.

 

Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa». Allora Paolo, stesa la mano, si difese così:

    
 
 

2.

 

«Mi considero fortunato, o re Agrippa, di potermi discolpare da tutte le accuse di cui sono incriminato dai Giudei, oggi qui davanti a te,

    
 
 

3.

 

che conosci a perfezione tutte le usanze e questioni riguardanti i Giudei. Perciò ti prego di ascoltarmi con pazienza.

    
 
 

4.

 

La mia vita fin dalla mia giovinezza, vissuta tra il mio popolo e a Gerusalemme, la conoscono tutti i Giudei;

    
 
 

5.

 

essi sanno pure da tempo, se vogliono renderne testimonianza, che, come fariseo, sono vissuto nella setta più rigida della nostra religione.

    
 
 

6.

 

Ed ora mi trovo sotto processo a causa della speranza nella promessa fatta da Dio ai nostri padri,

    
 
 

7.

 

e che le nostre dodici tribù sperano di vedere compiuta, servendo Dio notte e giorno con perseveranza. Di questa speranza, o re, sono ora incolpato dai Giudei!

    
 
 

8.

 

Perché è considerato inconcepibile fra di voi che Dio risusciti i morti?

    
 
 

9.

 

Anch'io credevo un tempo mio dovere di lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno,

    
 
 

10.

 

come in realtà feci a Gerusalemme; molti dei fedeli li rinchiusi in prigione con l'autorizzazione avuta dai sommi sacerdoti e, quando venivano condannati a morte, anch'io ho votato contro di loro.

    
 
 

11.

 

In tutte le sinagoghe cercavo di costringerli con le torture a bestemmiare e, infuriando all'eccesso contro di loro, davo loro la caccia fin nelle città straniere.

    
 
 

12.

 

In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con autorizzazione e pieni poteri da parte dei sommi sacerdoti, verso mezzogiorno

    
 
 

13.

 

vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio.

    
 
 

14.

 

Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo.

    
 
 

15.

 

E io dissi: Chi sei, o Signore? E il Signore rispose: Io sono Gesù, che tu perseguiti.

    
 
 

16.

 

Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora.

    
 
 

17.

 

Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando

    
 
 

18.

 

ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me.

    
 
 

19.

 

Pertanto, o re Agrippa, io non ho disobbedito alla visione celeste;

    
 
 

20.

 

ma prima a quelli di Damasco, poi a quelli di Gerusalemme e in tutta la regione della Giudea e infine ai pagani, predicavo di convertirsi e di rivolgersi a Dio, comportandosi in maniera degna della conversione.

    
 
 

21.

 

Per queste cose i Giudei mi assalirono nel tempio e tentarono di uccidermi.

    
 
 

22.

 

Ma l'aiuto di Dio mi ha assistito fino a questo giorno, e posso ancora rendere testimonianza agli umili e ai grandi. Null'altro io affermo se non quello che i profeti e Mosè dichiararono che doveva accadere,

    
 
 

23.

 

che cioè il Cristo sarebbe morto, e che, primo tra i risorti da morte, avrebbe annunziato la luce al popolo e ai pagani».

    
 
 

24.

 

Mentr'egli parlava così in sua difesa, Festo a gran voce disse: «Sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello!».

    
 
 

25.

 

E Paolo: «Non sono pazzo, disse, eccellentissimo Festo, ma sto dicendo parole vere e sagge.

    
 
 

26.

 

Il re è al corrente di queste cose e davanti a lui parlo con franchezza. Penso che niente di questo gli sia sconosciuto, poiché non sono fatti accaduti in segreto.

    
 
 

27.

 

Credi, o re Agrippa, nei profeti? So che ci credi».

    
 
 

28.

 

E Agrippa a Paolo: «Per poco non mi convinci a farmi cristiano!».

    
 
 

29.

 

E Paolo: «Per poco o per molto, io vorrei supplicare Dio che non soltanto tu, ma quanti oggi mi ascoltano diventassero così come sono io, eccetto queste catene!».

    
 
 

30.

 

Si alzò allora il re e con lui il governatore, Berenìce, e quelli che avevano preso parte alla seduta

    
 
 

31.

 

e avviandosi conversavano insieme e dicevano: «Quest'uomo non ha fatto nulla che meriti la morte o le catene».

    
 
 

32.

 

E Agrippa disse a Festo: «Costui poteva essere rimesso in libertà, se non si fosse appellato a Cesare».

    
 
 

Romans 1

 

 

 

 

 
 
HTMLBible Software - by johnhurt.com